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La ragazza nella nebbia

  • Uscita:
  • Durata: 127min.
  • Regia: Donato Carrisi
  • Cast: Toni Servillo, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Galatea Ranzi, Michela Cescon, Lucrezia Guidone, Daniela Piazza, Antonio Gerardi, Greta Scacchi, Jean Reno, Thierry Toscan, Jacopo Olmo Antinori, Daniela Piazza, Thierry Toscan, Jacopo Olmo Antinori, Antonio Gerardi, Greta Scacchi, Jean Reno
  • Prodotto nel: 2017 da MAURIZIO TOTTI, ALESSANDRO USAI PER COLORADO FILM, IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA FILM
  • Distribuito da: MEDUSA
  • Tratto da: romanzo omonimo di Donato Carrisi (ed. Longanesi)

Film non più disponibile nelle sale

TRAMA

Un piccolo paese di montagna, Avechot. Una notte di nebbia, uno strano incidente. L'uomo alla guida viaggiava da solo. È incolume. Allora perché i suoi abiti sono sporchi di sangue? L'uomo si chiama Vogel e fino a poco prima era un poliziotto famoso. E non dovrebbe essere lì. Un mite e paziente psichiatra cerca di fargli raccontare l'accaduto, ma sa di non avere molto tempo. Bisogna cominciare da alcuni mesi addietro. Quando, due giorni prima di Natale, proprio fra quelle montagne è scomparsa una ragazzina di sedici anni: Anna Lou aveva capelli rossi e lentiggini. Però il nulla che l'ha ingoiata per sempre nasconde un mistero più grande di lei. Un groviglio di segreti che viene dal passato, perché ad Avechot nulla è ciò che sembra e nessuno dice tutta la verità. Questa non è una scomparsa come le altre, in questa storia ogni inganno ne nasconde un altro più perverso. E forse Vogel ha finalmente trovato la soluzione del malvagio disegno: lui conosce il nome dell'ombra che si nasconde dentro la nebbia, perché "il peccato più sciocco del diavolo è la vanità"... Ma forse ormai è troppo tardi per Anna Lou. E anche per lui.

Dalla critica

  • Corriere della Sera

    Siamo tornati ai gialli del «whodunit», del chi è stato, secondo Hitchcock. (...) poiché nel film il prof. Martini (bravo Alessio Boni) giura che in letteratura si copia, lecito si faccia pure al cinema: solite sospette citazioni. Nella prima metà il racconto innevato e perverso funziona, affabula (...) per invitarci sull'ottovolante del flashback. Che mescola varie istanze (il bisogno della vittima, il business della colpa, la morbosità curiosa della folla). Poi si complica troppo, vuol mettere troppe sorprese e alla fine si litiga su chi ha capito come, cosa e perché.

  • Il Mattino

    Risulta lodevole (...) l'intenzione di Donato Carrisi (...) di dirigere personalmente «La ragazza della nebbia» operando, cioè, a ragion veduta i tagli e le modifiche imposte dallo scambio di linguaggi. Avvalendosi di un cast professionale impreziosito dal protagonismo di Toni Servillo, a suo agio in tutte le sfumature richieste da un personaggio fortemente ambiguo a cominciare dal disprezzo nutrito nei confronti di un gruppo di uomini e donne ispidi, rozzi o peggio fanatici, Carrisi adatta dunque se stesso non potendo o volendo peraltro fare ameno d'ispirarsi, talvolta platealmente, ad alcuni capisaldi del genere, da «Twin Peaks» a «Fargo», dai raggelati puzzle alla «Seven» ai torbidi intrighi simenoniani cari alla maniera francese degli Chabrol e dei Tavemier. Come il romanzo, innescato dalla sparizione di una ragazzina appartenente all'isolata comunità di una cittadina montana - impossibile non pensare alle cittadine, da Alleghe a Cogne, immortalate dal dopoguerra a oggi dalla cronaca italiana, il film serve con diversa incisività il doppio spunto della strumentalizzazione di una tragedia sia da parte di chi investiga su di essa (esaltato dal carisma insostituibile di Servillo), sia da parte di coloro che dovrebbero limitarsi a raccontarla (avvilito da un'overdose moralistica di anatemi contro le malefatte dei media). Peccato, inoltre, che il montaggio appaia talvolta confuso costringendo alcune diramazioni della suspense a finire su un binario morto e alcuni passaggi troppo didascalici a sovrapporsi al gusto dell'inserto visionario (i diorama che ricordano i plastici dei programmi TV), della sequenza movimentata o della bella inquadratura. L'incontro/scontro tra l'ispettore di Servillo e lo psichiatra di Reno sorregge bene, in definitiva, l'asse portante strettamente romanzesco, ma quello che risulta alquanto precario è il senso di mistero e sortilegio innescato dal sospetto che il Male venga generato dallo stesso finto-edenico paesino.

  • La Stampa

    La cosa curiosa di 'La ragazza nella nebbia' è che, esordendo nella regia sulla base di un proprio thriller, lo scrittore Donato Carrisi abbia dato miglior prova come creatore di atmosfere che come sceneggiatore. L'inizio del film è promettente (...). Poi, però, (...) il racconto si disperde in troppi rivoli, fino a un prevedibile finale. Pur prestandogli il suo carisma, Servillo non riesce a risollevare le sorti del personaggio, e lo stesso dicasi di Boni alle prese con un carattere più complesso, ma pur sempre vago.

  • Il Messaggero

    (...) Donato Carrisi, esordiente alla regia, espande al cinema il suo omonimo romanzo con una storia nera che pare spremuta dalla cronaca, invasa da nebbie metaforiche, sospesa tra realtà e echi arcani, sempre vitale nelle increspature di favola dark in un ensemble ossuto e petroso.

  • Il Manifesto

    II racconto, un lungo flashback su sfondo montano con una sedicenne sparita, prima avvince, poi si contorce farcito di riferimenti ego citazioni di maestri. Buffi i cappelli alla Fargo dei poliziotti, banale l'Overlook hotel di Shining, oltre all'atmosfera alla 'Twin Peaks' e il giochino potrebbe continuare, ma quel che non convince è proprio il tentativo di stupire che si sovrappone al racconto filmico e lo sminuisce.

  • Il Giornale

    Tratto dal romanzo di Carrisi, qui presente nella doppia veste di sceneggiatore (meglio) e regista (qualche sbavatura) (...) è un thriller che sembra preso dalle pagine di cronaca nera, viste le molte assonanze con casi recenti. (...) Servillo, impeccabile (...). Tra giallo e ironia, un gran bel film.

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